di Massimo Rossi

“Liberamente a sinistra” chiede la liquidazione della Pianvallico srl

“Un buco nero minaccia il Bilancio del Comune di Scarperia e San Piero?” Così si leggeva nel programma elettorale del 2019 di Liberamente a Sinistra a proposito della querelle giudiziaria coi Corsini per la determinazione dell’indennità di esproprio dei lotti del Piano Insediamenti Produttivi di Pianvallico. Al Comune è ora arrivato il conto da pagare: 10 milioni e mezzo di euro più interessi. Il 3 febbraio i consiglieri comunali d’opposizione hanno ottenuto dall’Amministrazione Comunale il testo della sentenza e Liberamente a Sinistra e Rifondazione Comunista diramano un lungo documento per ribadire il concetto: “C’è da chiedersi il Bilancio comunale recentemente approvato non sia da considerare solo formalmente in pareggio, in quanto non compare tra le voci di spesa tale mastodontico debito, e non figura neanche la copertura finanziaria per farvi fronte. E’ caduta alla fine la spada di Damocle di 10,5 milioni di euro di indennizzi per il ricorso Corsini che pendeva per una sentenza della Corte d’appello  del 2009 sul Comune di San Piero e in  minima parte di Scarperia prima, e poi sul Comune di Scarperia e San Piero nato dalla fusione del 2013. Una spada di Damocle che rappresentava un rischio voluto, sul quale il gruppo consiliare LiberaMente a sinistra di Scarperia e San Piero aveva ripetutamente e insistentemente messo sull’avviso e in allarme. Un rischio che ha origine dalla improvvida decisione di espropriare la vasta area di Pianvallico per una inesistente motivazione di  pubblica utilità a prezzo di terreno agricolo, avendo già in programma di destinarla alla realizzazione di un’area industriale e commerciale, non mettendo in conto che prevedibilmente l’espropriato avrebbe fatto causa per avere l’indennizzo per la differenza di valore. Errore gravissimo generato dalla frenesia di immergersi in un’avventura che avrebbe trascinato l’Ente pubblico in una commistione tra interesse collettivo e interessi privati imprenditoriali, errore  che poi nel tempo si è perpetuato a causa della caparbia resistenza ad accogliere la sentenza che imponeva di estinguere il debito nei confronti degli espropriati che avevano fatto ricorso”.

Ora l’opposizione di sinistra ritiene necessario che l’Amministrazione del  Comune di Scarperia e San Piero, che rischia anche di rimanere l’unico socio vista l’uscita del Comune di Borgo San Lorenzo e dell’Unione dei Comuni del Mugello, “provveda senza indugi al suo scioglimento e alla chiusura della Pianvallico, come ripetutamente chiesto anche dal gruppo PRC in Unione dei Comuni, a meno che non si riesca a trovarne una finalità davvero utile al territorio”. Si legge nel documento: “Questa Partecipata,  che svolge attività immobiliari private, non ha proprio più diritto di esistere almeno dal 2006  in base alla L.223/2006 art.13 che vieta  alle partecipate dal pubblico di svolgere attività di mercato, ribadito dalla Legge 24.12.2007  n.244, art.3, che ha stabilito che la partecipazione dei Comuni è possibile solo in caso di società che erogano servizi pubblici (es. acqua) o beni e servizi strettamente necessari al compimento dei  doveri istituzionali dei Comuni, perché l’Ente locale non deve fare investimenti di soldi pubblici in attività tipiche dell’imprenditoria  privata, caratterizzata da finalità di profitto e dai conseguenti rischi di impresa”.

L’attacco di Rifondazione e Liberamente a Sinistra è frontale e durissimo: “Ora che tra ricorsi e controricorsi è arrivata la sentenza definitiva della Corte d’Appello, non si può tollerare che non emergano le responsabilità personali di chi ha determinato all’origine la situazione incresciosa in cui si trova ora il Comune di Scarperia e San Piero e le pesanti conseguenze che ricadranno sui cittadini e le responsabilità di chi negli anni ha provveduto a tenerla quasi occultata, come chi evita di parlare di un brutto male che l’affligge, finché il malaccio non esplode in tutta la sua gravità. Non si può accettare che l’Amministrazione Comunale possa tardare tanto a mettere  al corrente i cittadini e il Consiglio Comunale della situazione, di come ci si è arrivati  e di come si pensa di uscirne fuori”.

Rifondazione e Liberamente a Sinistra chiedono al sindaco Ignesti di spiegare se pensa di rivalersi sul vecchio socio privato della società Pianvallico e sui soggetti direttamente interessati, ovvero gli acquirenti dei lotti, così come era esplicitato nell’opuscolo dei due Comuni di Scarperia e San Piero diffuso ai tempi della campagna per il referendum sulla fusione .