Dopo aver letto il comunicato di Publiacqua sul nostro sito (leggi qui l’articolo), una lettrice ci ha inviato questo vademecum per chi vuole acquistare e usare una borraccia per sostituire le bottiglie di plastica usa e getta. Vi si indicano pregi e difetti di tutti i tipi di borracce. Del resto questi consigli si trovano sul web su tanti siti. Quelli riportati sono tratti da www.ilfattoalimentare.it, ritenuto un sito indipendente e affidabile. Tra i materiali più comuni con i quali sono realizzate le borracce si annoverano la plastica, l’acciaio e l’alluminio; in misura minore anche il vetro, che ha lo svantaggio del peso e della fragilità. Questi materiali prevedono anche rivestimenti e componenti che li rendono più pratici o più eleganti, realizzati per esempio in bambù o in silicone, ma che oltre ad impattare sull’estetica possono avere un ruolo importante sulla sostanza.

BORRACCE IN PLASTICA

La leggerezza e la versatilità sono i pregi più grandi associati all’acquisto di borracce di plastica; e ovviamente il prezzo, inferiore rispetto a quello dei contenitori prodotti con altri materiali, come l’acciaio: è comunque consigliabile diffidare da quelle che hanno prezzi troppo economici perché potrebbe essere sinonimo di scarsa qualità. Uno dei possibili problemi legato all’uso di polimeri è rappresentato dalla facilità di incorrere in un sapore alterato dell’acqua o della bevanda che vi è contenuta; ma questa eventualità è fortemente legata alla qualità della plastica e alle temperature di utilizzo. Tra le plastiche più frequentemente impiegate vi sono il tritan, il polipropilene, il polietilene, il PET: plastiche in cui il rischio di migrazione di sostanze potenzialmente pericolose è minimizzato, alla luce del fatto che raramente vengono impiegati ingredienti problematici durante la loro produzione. Strano a dirsi, si trovano in commercio anche prodotti realizzati in policarbonato, materiale ormai bandito per la realizzazione di articoli come biberon o tazze per bambini, a causa della presenza del noto interferente endocrino Bisfenolo A (BPA). Orientarsi durante la scelta d’acquisto dovrebbe essere facile visto che nella maggior parte dei casi il materiale plastico impiegato è indicato sull’imballaggio o su etichette che accompagnano l’articolo; tuttavia, in alcune situazioni di vendita online, si parla solo di “materiale sintetico” senza specificare quale plastica sia stata usata: in questo caso è impossibile conoscere il tipo di polimero che si sta acquistando. In generale comunque, quando si parla di prodotti nuovi, il tema della contaminazione delle bevande non deve preoccupare in quanto, se legalmente commercializzate, le borracce in plastica, indipendentemente dal polimero usato, devono sottostare a rigide leggi comunitarie (Regolamento 10/2011 della Commissione e suoi aggiornamenti). La legge definisce specifici criteri compositivi e test di migrazione; prove che, eseguite da laboratori specializzati, tengono sotto controllo i livelli di sostanze indesiderate durante utilizzi prolungati nel tempo. Tuttavia la plastica, pur essendo durevole, può rovinarsi per lunghi utilizzi o addirittura impropri: graffi, tagli, scolorimenti della parte interna della borraccia suggeriscono di sostituirla; si tratta di situazioni in cui i fenomeni di migrazione di sostanze indesiderate potrebbero accentuarsi specie nei punti più degradati. Generalmente sono lavabili in lavastoviglie e utilizzabili con tutti i tipi di bevande, anche calde (fino a 100°C) ma è sempre bene verificare in etichetta che non siano previste limitazioni: sbagliare ad utilizzarla può rovinare prematuramente l’articolo o condurre a situazioni impreviste di migrazione di sostanze inattese.

BORRACCE IN ACCIAIO INOSSIDABILE

Al momento l’acciaio inossidabile è il materiale chimicamente ideale per realizzare una borraccia. Si tratta di una lega ferrosa che, oltre a essere resistente, ha il vantaggio di essere inossidabile; bevande, anche particolarmente acide, non rischiano di corroderlo. È relativamente inerte rispetto a tutto ciò con cui viene in contatto (acqua, bevande energetiche, succhi di frutta) e in caso di cadute accidentali della borraccia, l’unico rischio, seppur minimo, è che si ammacchi. Grazie alla sua inossidabilità non necessita di alcun rivestimento interno o di vernici che si potrebbero scheggiare durante un urto o usurare nel corso del tempo. Altro punto a favore delle borracce in acciaio risiede nella capacità di non conservare odori e sapori dei liquidi che hanno contenuto precedentemente, così come nell’essere meno soggette alla proliferazione di muffe e batteri (a patto che siano adeguatamente lavate). Il Decreto Ministeriale italiano 21.3.1973 ne regola gli aspetti di migrazione (focalizzati sui metalli pesanti cromo, nichel e manganese) garantendo che in commercio vengano immessi solo oggetti sicuri per i consumatori. Tra i difetti il peso, non comparabile con quello di un contenitore in plastica, ma su cui le aziende stanno lavorando agendo sullo spessore delle pareti del contenitore. La borraccia in acciaio può essere generalmente lavata in lavastoviglie senza problemi ma è sempre bene controllare che questa funzionalità sia dichiarata in istruzione in quanto decori, stampe o l’abbinamento con altri materiali potrebbero precludere questa caratteristica di funzionalità.

BORRACCE IN ALLUMINIO

Il punto di forza di questo materiale è certamente la leggerezza ma il fatto che l’alluminio non sia inossidabile rende necessaria l’applicazione di un rivestimento all’interno del contenitore, per isolare il metallo dal contatto diretto con la bevanda. In passato venivano utilizzati prevalentemente rivestimenti polimerici di natura epossidica, da monitorare costantemente: cadute accidentali o usura potevano portare al loro deterioramento, esponendo direttamente il metallo alla bevanda e accentuando potenziali fenomeni di migrazione (l’alluminio è un metallo tossico per il sistema nervoso, può danneggiare le ossa e compromettere la funzionalità renale). Oggi invece il rivestimento più gettonato è di natura ceramica: si tratta di un materiale molto più resistente all’usura, ai danneggiamenti meccanici, e in grado di mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche (odore, sapore) delle bevande. È bene tuttavia verificare l’uniformità del rivestimento durante la fase di acquisto: recenti ricerche hanno evidenziato che se lo strato ceramico presenta irregolarità e increspature, è molto facile che si formino e prolifichino muffe e batteri. Altro punto da controllare durante l’acquisto di una borraccia in alluminio, la possibilità di usarla per quello che si ha in mente: in diversi casi, le istruzioni indicano chiaramente che non è adatta per contenere liquidi grassi (latte, oli), bevande acide (succhi di frutta, bevande energetiche, limonata) o calde. E’ bene lavare a mano con sapone non acido le borracce in alluminio e non metterle mai in lavastoviglie

ALTRI MATERIALI

Il vetro ha un utilizzo limitato nel campo delle borracce perché, pur rappresentando il materiale maggiormente inerte dal punto di vista chimico, è più pesante della plastica e dell’acciaio ed è ovviamente più fragile. Oltre a non conservare tracce odorose dei liquidi con cui viene riempita, il contenitore vetro azzera i rischi di contaminazione da parte di sostanze organiche. Solitamente si utilizza vetro borosilicato per realizzarle e per questo motivo eventuali sbalzi termici non rappresentano un problema; sono tra l’altro impiegabili con qualsiasi tipo di bevande, siano esse fortemente acide o a base grassa.