Come abbiamo comunicato il nostro sito ha subito 36 ore di Black out.Come sta succedendo a molte altre attività, stiamo provando a tornare alla normalità e a dar vita alla ripresa in un Dopocovid dove vigono ancora le regole per proteggersi da un virus che non c’è più. Regole che  mettono mille ostacoli e balzelli a una ripresa già difficile. Anche al nostro editore sono mancati per qualche ora mezzi e personale, distratti in mille incombenze tecniche e burocratiche, per l’aggiornamento del sito. Non abbiamo potuto dar conto di alcuni fatti accaduti in quelle ore. In particolare molto sì è scritto e parlato dell’intervento del consigliere borghigiano della Lega Ticci che ha paragonato la scuola italiana al più famoso dei campi di sterminio nazisti.  Per due giorni è stato un susseguirsi di comunicati e interventi per stigmatizzare parole e immagini affidate ai social dal consigliere leghista, Ci scusiamo per non aver seguito in tempo reale l’acceso dibattito. Riproponiamo qui brevi sintesi di alcuni degli interventi che si sono susseguiti e le scuse pubbliche con le quali Ticci ha cercato di fare chiarezza.

Scrive la vicepresidente della Regione Monica Barni“Leggo sulle agenzie che il consigliere comunale della Lega di Borgo San Lorenzo, che su facebook ha paragonato la scuola italiana ad Auschwitz, si è scusato. Gli ci sono volute molte ore per prendere le distanza da parole e pensieri vergognosi, frutto non casuale di una malsana idea dello scontro politico”.

La sezione PSI di Borgo San Lorenzo esprime la netta condanna per l’utilizzo di immagini che richiamano ai campi di concentramento dove morirono migliaia e miglia di innocenti. Accogliamo le scuse dell’autore dello scritto, auspicando che questo sia il punto più basso della contrapposizione politica, e che si riprenda a dialogare per il bene della comunità.

“Vergogna, esempio di bassissimo livello politico che mostra il vero volto della Lega. – commenta la consigliera del Pd in Regione Fiammetta Capirossi  – Penso che nessuno, e lo ridico nessuno, dovrebbe utilizzare immagini, che ricordano milioni di trucidati, e la frase, che più di tutte è stampata nei nostri occhi di generazioni che non hanno fatto la guerra, per pura strumentalizzazione politica! ARBEIT MACHT FREI ‘Il lavoro rende liberi” come sappiamo bene era il motto posto all’ingresso di numerosi lager prima e durante la seconda guerra mondiale. Penso che lo scopo del Parlamento in questi mesi così complicati, alleggerita la pressione sanitaria, sia quello di dare risposte veloci in campo economico e riorganizzare la riapertura delle scuole a settembre. Compito non semplice, compito che ogni parlamentare che siede su quegli scranni deve sentire proprio. Non piace l’idea del plexiglass? Non ho sentito proposte alternative né dalla Lega né da altri partiti di opposizione”.

Scrivono i consiglieri della lista Bene Comune di Firenzuola“Si può essere in disaccordo con le scelte politiche prese, ed in democrazia, fortunatamente, si può esprimerlo e lottare con vigore per esso.Associare un campo di concentramento alla scuola non è solo sciocco, irresponsabile, fuori luogo ed insensibile è anche un modo di offendere ed oltraggiare la memoria di milioni di morti e di tanti bambini massacrati che avrebbero preferito essere a scuola.

A volte si può anche essere provocatori, anzi si deve, ma questa non è provocazione, è offesa e insulto”.

 Evidentemente il tarlo della superficialità,  della ricerca di scontro a tutti i costi,  dell’utilizzo della violenza verbale si insinua anche fra noi. Questo pessimo esempio di politica i mugellani non se lo meritano. Metteremo sempre la massima attenzione nel contrasto di episodi così  contrari al comune sentire della nostra gente”: così Valeria Cammelli (coordinatrice Cgil Mugello) commenta il caso del consigliere comunale della Lega a Borgo San Lorenzo che posta su Facebook l’ingresso di Auschwitz come fosse una scuola

“Recuperiamo il senso della misura. Esistono degli argomenti che nel dibattito politico vanno trattati con il massimo della cautela e del rispetto. Su tutti, la Shoah e i suoi simboli.

L’ immagine di Auschwitz, un luogo spaventoso dove sono stati trucidate milioni di persone, non può essere usata per fare provocazioni inerenti le miserie dell’ odierno dibattito politico”.

Così si esprimono Paolo Giovannini, coordinatore provinciale di Forza Italia Firenze e Davide Galeotti, coordinatore comunale azzurro di Borgo San Lorenzo.

Sdegno e condanna di ANPI per il post del consigliere leghista di Borgo San Lorenzo “Il consigliere comunale Claudio Ticci  (Lega-Salvini premier) ha condiviso sulla sua pagina facebook un post  in cui si utilizza la foto dell’entrata del campo di sterminio di  Auschwitz parafrasando la famosa frase  ARBEIT MACHT FREI  ‘Il lavoro rende liberi” in “la scuola rende liberi”.Il post originale, creato da un sedicente scrittore appassionato di “complotti”, pretendeva di paragonare l’eventualità dell’installazione di divisori di plexiglass nelle scuole ai campi di sterminio nazisti.Non commenteremo i concetti deliranti espressi dall’autore del post, che non ci interessano in questo momento, né la polemica politica che è scaturita dalla condivisione di Ticci.

Le idee possono essere diverse e il confronto e lo scontro politico con il rispetto dell’avversario sono il sale della libertà e della democrazia. Ma non possiamo tollerare l’utilizzo di immagini del genere, simboli terribili della brutalità del nazismo, per scopi propagandistici”.

 

Ticci ha risposto alle dure repliche al suo post chiedendo scusa: “Mi sento di chiedere scusa, per una foto, inopportuna, a corredo di un post che ho condiviso – ha scritto – e lo faccio per coloro che si sono sentiti offesi per quella foto; per quello che rappresenta. Sui contenuti porto avanti una battaglia per chi in questi mesi e anni è stato lasciato in disparte, non considerato. Volevo porre attenzione su un grave problema di “normalizzazione” di una nuova politica scolastica che va delineandosi e per farlo ho condiviso una foto di un giornalista molto critico sul decreto.

Quando si sbaglia con umiltà si chiede scusa. Punto!

Ho avuto modo di visitare i campi di sterminio due volte, una delle quali grazie al Viaggio della Memoria e del Ricordo e ritengo le conseguenze di quei regimi totalitari momenti più bassi della storia dell’umanità intera. Tengo a sottolineare la mia profonda vicinanza alle vittime ed ai loro familiari.  Per questo mi ha profondamente ferito il fatto che il consiglio comunale non abbia approvato la mia proposta di far fare ai ragazzi dei viaggi nei campi di sterminio, sovvenzionandoli anche con i nostri gettoni di presenza. Volevo solo criticare il decreto  scuola e non era intenzione riaprire per nessuno una ferita dolorosa e  frase più buia della storia moderna. Ricordare serve per non dimenticare, ricordare per non ripetere. Ripartiamo dalla scuola e dai bambini perché ciò non si ripeta nel futuro”.