Un nostro lettore ci ha raccontato ieri (leggi qui) come la Polizia municipale di Borgo non si è accorta, nonostante la regolare denuncia, che la sua auto fosse stata rubata a febbraio scorso. I vigili l’hanno ritrovata a luglio a Polcanto, gli hanno fatto la multa e hanno rimosso l’auto portandola in un deposito a Firenze. Il nostro lettore non è ancora riuscito a riaverla. E la sua Odissea continua.

Due viaggi in un giorno alla depositeria comunale, tot. 64 km. Quando tutto sembra risolto il custode mi chiede il pagamento di 438,00 euro tra trasporto e deposito dell’auto, quando la Polizia Municipale di Borgo San Lorenzo mi aveva precedentemente assicurato che la spesa sarebbe stata a carico della Procura. Questo, pare, perché nel verbale di dissequestro non è specificato che l’auto è oggetto di furto come da prassi. Non basta mostrare la denuncia dei Carabinieri. Nel frattempo mi è concesso di vedere l’auto, scortato come se fossi un ladro.

L’auto è in un piazzale assolato, bollita da due mesi di sole e di caldo. Mi accorgo che è aperta (a differenza di quanto scritto sul verbale) e che dentro oltre a buona parte dei miei oggetti, sono presenti per mia somma sfortuna, anche resti di refurtiva.

Bene, la Polizia Municipale, oltre a non effettuare le dovute verifiche per capire se l’auto era rubata (nel caso avrei avuto la possibilità di prenderla direttamente a Polcanto, 6 km da casa, 47 giorni fa, senza tutte queste complicazioni) non si è accorta che dentro c’è della refurtiva (nonostante  l’auto fosse aperta).

Piccole cose, tipo chiavi, collanine, attrezzi di scasso ed effetti personali, ma come si fa a dire che con la mia auto non sia stato commesso un reato più grave e che quindi debba essere controllata accuratamente da persone preparate, prima che io confonda tutte le potenziali prove (come del resto è già avvenuto)?? Senza contare che ci potevano essere oggetti utili a identificare chi mi aveva rubato il mezzo, nei tempi utili. Ma ormai è troppo tardi.

Quindi… nuovo stop, dopo un’ora passata in piedi sotto il sole cocente, con l’impiegato a fare i giochini al telefono,  mi trovo costretto a mandare via l’autista del carroattezzi (a cui dovrò pagare la chiamata) perché viene fuori che dovrà essere organizzato un sopralluogo congiunto con me, la Polizia Municipale di Borgo San Lorenzo e quella di Firenze (?) per questa nuova faccenda. Dopodichè, chissà, forse, mi rilasceranno l’auto.

Rimane l’incognita dei 438 euro (che saliranno da qui alla data in cui potrò finalmente riprendere l’auto). Passo tutto il pomeriggio ad aspettare la chiamata del dirigente della PM di BSL che mi deve dare la sua versione definitiva sulla questione “a chi spettano le spese?” ma la chiamata non arriva. Mi richiamano due vigilesse “semplici” della PM molto gentili e imbarazzate. Si adoperano con impegno per cercare di risolvere la faccenda per la quale non hanno minima responsabilità, ma chiaramente non possono sbilanciarsi su questo tema, non di loro competenza.

Rimango quindi nel dubbio: il costo di tutta questa cialtronata procedurale è a carico mio o degli italiani? E il mio tempo perso, l’auto rimasta ferma quasi due mesi in un piazzale e le giornate perse da pubblici dipendenti di Firenze e Borgo? Qualcuno pagherà per gli errori commessi?

Prima di pubblicare questo post ci ho pensato a lungo. Non mi piace fare polemica sui socials, vorrei vivere queste giornate estive sereno e senza beghe, ma se non iniziamo a denunciare pubblicamente questi episodi niente potrà mai cambiare.

 

Lettera firmata