“Il trasferimento, sembra dal primo marzo, del capolinea dei mezzi extraurbani provenienti dal Mugello e dalla Valdelsa in piazzale Montelungo a Firenze è l’ennesimo esempio di cattiva organizzazione del Comune di Firenze e della Città metropolitana” afferma Giampaolo Giannelli, consigliere comunale a Dicomano e responsabile dipartimento infrastrutture e trasporti Forza Italia Firenze.

“Si tratta di una decisione unilaterale – aggiunge Jacopo Cellai, Capogruppo a Palazzo Vecchio – che dimostra come Firenze sia chiusa nei propri limiti e confini e di come chi la amministra non abbia ancora capito la necessità di prendere in considerazione le esigenze dei territori circostanti”.

“Già assieme a Paolo Gandola consigliere della Città Metropolitana di Firenze per Forza Italia-Centrodestra per il Cambiamento, e Raffaella Ridolfi vicecoordinatore provinciale Forza Italia – continua Giannelli – avevamo redatto un duro comunicato che stigmatizzava questa decisione. Decisione presa senza alcun confronto, che penalizza particolarmente i viaggiatori, in quanto la zona prevista non è collegata al centro città in modo immediato e i pendolari sarebbero costretti a percorrere a piedi almeno 600 m, oppure a farne 400 verso la fermata della tramvia più vicina. Stona che nessun Sindaco delle aree interessate al trasferimento abbia preso posizione a difesa dei pendolari o semplicemente chiesto un confronto; tra l’altro, essendo una decisione a livello città metropolitana, i Sindaci ne erano per forza a conoscenza, e giudichiamo questo silenzio veramente imbarazzante”.

“La necessità di decongestionare piazza stazione, cosi come il transito in via nazionale, in condizioni allucinanti di traffico, sono indispensabili – prosegue Jacopo Cellai – ma questo non deve avvenire a scapito di chi già oggi si trova ad essere penalizzato provenendo da territori svantaggiati”.

“Saremo quindi – concludono i due esponenti azzurri – a fianco dei pendolari e dei loro comitati, a sostegno delle loro giuste istanze. Perché il paradosso di questa vicenda – concludono Cellai e Giannelli – è che si parla di uno spostamento già deciso, ma senza che al tempo stesso siano indicati tempi di attivazione dei servizi al nuovo capolinea (biglietteria, pensiline, toilette) integrazione tariffaria con la tranvia per raggiungere senza costi la stazione, l’autorizzazione al transito all’interno della stazione dal binario 18 col titolo di viaggio degli autobus; tutte cose indispensabili prima di operare il trasferimento. L’ennesimo esempio di disorganizzazione che non ci sorprende, ma ci amareggia. Molto”.