Questa riflessione è  un ringraziamento a infermieri e medici per ciò che stanno facendo per allontanare l’ansia che in questo momento rischia di soffocarci. Ce l’ha  inviata Viviana del Bianco, giornalista e critica cinematografica, che inizia così la sua collaborazione con il nostro giornale.

Inconsueto pensare di proporre sia ai nostri lettori che a noi stessi, agli amici e parenti di leggere un romanzo, di vedere un film o leggere un giornale per lenire o almeno dare un significato a un’ansia che ci prende tutti. Non solo il nostro paese, ma anche il mondo, sa cosa significa l’attesa e aver paura di un orizzonte che scompare .

Si muore clandestinamente, nessun parente, nessun saluto è con noi in ospedale e nessun funerale ci è concesso.

Non dimentichiamoli: ma vicino a noi, dietro camici bianchi, pesanti maschere, odori impossibili, ci sono gli infermieri, i medici, che stanchi, cercano di sorridere, di aiutarci, e parlano con noi. Tante azioni piene di speranza, tra cui quella di resistere, di sopravvivere (comprensibili anche dietro i loro camici per proteggerci e per aiutarci).

Ma lo hanno sempre fatto. Perché ce ne rendiamo conto solo ora! Il loro non è mai stato un solo lavoro, né uno stipendio. Una scelta di vita per aiutare gli altri sia in patria che all’estero.

Per la prima volta la morte è singolare, diversa, fino a diventare pura notizia, senza rito e nuda comunicazione. Ma la sofferenza è sempre in prima pagina. Sembra una semplice scomparsa, spogliandola dei suoi affetti più cari e sociali, del suo significato collettivo, delle sue simbologie culturali e religiose e dei suoi familiari. Il virus è padrone. Colpisce l’individuo e attacca la società e la sua coesione. Non lo sapevamo, ma riappropriamoci del lutto, della vita senza confonderlo con la grande paura che ci ha colpito, diviso e allontanato, svalutando e spogliandolo dei suoi affetti sociali, del suo significato collettivo. Ma ognuno di noi, anche se ci è arrivato con fatica, ha compreso e si è svegliato. Un nuovo sentimento nazionale ci ha reso maturi. Combattere e non dividerci. Il nostro spirito civico è presente, solidale come sempre e vicino ancora di più in questa emergenza agli infermieri e medici. Viviana del Bianco