Pochi giorni fa in Regione si è tenuto un primo incontro in merito alle condizioni dell’ex sanatorio Guido Banti a Pratolino con il funzionario che si occupa di ambiente e salute. Al dott. Piergiuseppe Calà, infatti, l’assessore al Diritto alla Salute Stefania Saccardi ha delegato il primo confronto con l’Associazione Idra che, dal 1996, insieme al Comitato per la difesa del suo uso pubblico e sanitario, monitora questo complesso in stato di abbandono. L’incontro, che si è tenuto nella sede di via Taddeo Alderotti, ha visto un lungo colloquio e un’approfondita analisi dei vari aspetti della pluridecennale vicenda, a partire dall’emergenza sanitaria che la USL Toscana Centro ha il compito di fronteggiare da quando è scattata la preoccupata denuncia dei cittadini. È stata infatti segnalata e documentata la diffusa presenza di amianto che dal tetto rovinato si irradia nel parco circostante e potenzialmente nell’intero comprensorio per effetto del trasporto da parte di vento e acqua. La valutazione del rischio è in corso di nuova definizione e sembrano essere diminuiti i tempi di attesa per la futura bonifica, che la prima valutazione della ASL aveva inizialmente prospettato per il 2022. Non è tuttavia ancora arrivata a Idra la documentazione del rinnovato programma di intervento che il Servizio di protezione e prevenzione ASL avrebbe assicurato di voler adottare. Nel corso del colloquio con il dott. Calà, il presidente di Idra ha sottolineato l’urgenza di adottare scelte condivise sulla destinazione di questo prezioso edificio e del suo parco.

L’Associazione ha evidenziato come ciò che troppo spesso guida oggi gli interventi pubblici sia purtroppo una visione di carattere settoriale; mancherebbe cioè una cultura trasversale della tutela ed emblematico è proprio il caso Banti: le qualità architettoniche, storiche e ambientali del complesso esigerebbero l’intervento in sinergia di più soggetti pubblici, locali e centrali. L’Amministrazione pubblica dovrebbe dunque avviare un dialogo fra competenze diverse e progettare con spirito collaborativo, ascoltando e coinvolgendo la popolazione. “Un piccolo passo rispetto alle vostre richieste è stato fatto –  ha commentato al termine del colloquio il dott. Calà – . Auspico, e lo farò presente, che dopo questo contatto ci sia anche la possibilità che venga garantita una risposta alla vostra richiesta di incontro con l’assessore”. Idra ha infine chiesto di vigilare affinché non si corra il rischio di una svendita del Banti a trattativa privata e di promuovere l’autorizzazione di un sopralluogo nel complesso guidato dalla ASL, come già richiesto dall’Associazione al Direttore generale Paolo Morello Marchese, al fine di poterne valutare direttamente le attuali condizioni.