Questo anno non l’ho incontrato. Ci vedevano inderogabilmente il Lunedì dell’Angelo a Cerreto Maggio per la celebrazione dell’eccidio di Morlione. A causa del Coronavirus l’appuntamento questo anno non si è potuto tenere. Lui, Piero Sarti Fantoni, in quella strage ebbe il padre e lo zio trucidati dai tedeschi. Aveva allora  7 anni e fu adottato dalla famiglia Fantoni, il cui cognome aggiunse a quello paterno dei Sarti. Sono venuto solo ora a conoscenza della sua morte avvenuta da poco.

Di lui si dice che fosse un emerito scienziato, accademico dell’Ateneo fiorentino, esperto in chimica. Io l’ho avvicinato per  il suo impegno per sostenere la memoria storica di quelle giornate tragiche, che insanguinarono la comunità di Vaglia. Lui è stato un appassionato protagonista di vari incontri che abbiamo organizzato insieme  con la popolazione. Fu  tra i promotori del processo agli ufficiali tedeschi che avevano ordinato l’eccidio: fu presente al processo che si tenne a Verona nel 2011.

Piero si è profuso anche per ottenere il riconoscimento di Giusto fra le Nazioni per il padre adottivo Renato, che durante la guerra assicurò protezione a famiglie di ebrei e a prigionieri alleati in fuga. Renato Fantoni fu anche assessore al Comune di Firenze nella giunta col sindaco Gaetano Pieraccini.

Un ultimo saluto a Piero, a un altro Giusto.

Il Sindaco Leonardo Borchi