In questi primi giorni di aria settembrina ho voluto chiedere ad Alessia Antimi, proprietaria del BAZAR di Vaglia, il perché di tanto frenetico dinamismo nell ‘ allestire la nuova vetrina del suo negozio. 

“ Come edicola sento il dovere di tenere viva quanto più possibile la comunicazione – mi ha risposto – mentre, come esercizio commerciale, ho il piacere di contribuire ad una ripresa delle realtà quotidiane purtroppo penalizzate in questi ultimi mesi “. 

Il messaggio che Alessia vuole lanciare dalla vetrina del suo Bazar è chiaro : ritroviamo l’ allegria e la gioia di vivere. La scuola ricomincerà anche se, come simbolicamente mostra il cartello, è stato necessario correggere qualche errore. Nello stesso contesto, fra decine di articoli commerciali di tutti i tipi, è però presente l’ uva, tipica ambasciatrice dell’ autunno e veicolo di allegria e genuinità una volta trasformata in profumatissimo vino, ma che in questo caso ha un significato molto più profondo. La vite che genera l’ uva è infatti da sempre simbolo di resistenza, vitalità e capacità di rinascita anche in condizioni le più sfavorevoli. 

Ebbene : la parola Bazar, di origine persiana, significava anticamente “ Il posto dei prezzi “ per poi andare a definire una area specifica più estesa e dedicata alla vendita di varie mercanzie. Vaglia ha la fortuna di averne un esempio concentrato in un unico punto vendita e io, come vagliese di recente adozione, non posso che elogiare chi lo gestisce con spirito così sociale e lungimirante. 

Sono convinto che se seguiremo gli stimoli che ci vengono dal Bazar di Vaglia forse riusciremo a vedere in tempi più brevi quella tanto ambita luce in fondo al tunnel che tutti stiamo aspettando. Grazie Alessia.

 

Roberto Benelli