76 anni fa, in questo giorno, i nostri giovanissimi concittadini vicchiesi, Antonio Raddi, Guido Targetti, Leandro Corona, Ottorino Quiti e Adriano Santoni, furono fucilati a Firenze al Campo di Marte.
Senza un motivo, trucidati barbaramente, per dare un esempio, a caso, perché renitenti alla leva fascista.
Il ricordo di questo atto tragico, la memoria del passato di questa barbarie, costituisce per tutti noi un monito di riflessione, per costruire l’identità, individuale e collettiva del presente e del futuro.

L’Anpi ha ricostruito la fucilazione dei ragazzi e raccolto testimonianze sulle loro ultime ore. “Cinque, cinque ragazzi trucidati barbaramente, – si legge sul sito dell’Associazione dei partigiani – per essersi rifiutati di presentarsi alla chiamata di leva della repubblichetta di Mussolini. Accadde a Firenze, in una città già sconvolta dalla guerra, il 22 marzo 1944, davanti ad alcune centinaia di altri giovani già arruolati e davanti ad un gruppo di cittadini terrorizzati che erano stati fatti affluire conla forza al Campo di Marte, una delle zone popolari della città e a due passi dallo stadio comunale. Persino i giovani in divisa del plotone di esecuzione ne uscirono sconvolti. Alcuni svennero, altri spararono in aria senza colpire i poveri morituri. Molti tra i presenti ebbero un malore ed altri ancora cominciarono a piangere a dirotto. Il tutto fu di una barbarie senza pari, anche per il brutale intervento del torturatore fascista Mario Carità che sparò alla testa di alcuni dei ragazzi rimasti vivi dopo la scarica terribile.