L’ Organizzazione di Vicchio del Mugello condanna con forza il gravissimo licenziamento di Gabriele Sarti occupato, nella cooperativa ATI, a svolgere la raccolta differenziata dei rifiuti nei comuni di Borgo San Lorenzo e Scarperia e San Piero. Cooperativa ATI che opera  per conto di ALIA concessionaria del servizio.

Il licenziamento del lavoratore è scattato perché sarebbe colpevole, secondo la cooperativa, di aver reso danno all’ immagini e al decoro aziendale per aver reso pubblico attraverso la stampa on line ” le condizioni nelle quali sono costretti a lavorare lui e i suoi colleghi, in questa emergenza dal coronavirus, senza protezioni come guanti, mascherine, disinfettanti e prodotti per l’igiene,  con uno spogliatoio angusto per i trenta lavoratori e con mezzi mai sanificati senza il rispetto delle distanze minime di sicurezza a bordo di essi.

Per di più Gabriele al quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà militante, è anche sindacalista CGIL rappresentante dei lavoratori nella cooperativa.

Questo oltre a essere un attacco al diritto alla salute dei lavoratori, è un attacco ai diritti sindacali che non può essere assolutamente tollerato dal movimento sindacale e operaio mugellano, che hanno solo da perdere se passano questi tipi di licenziamenti. Per cui è sacrosanto attivarsi e mobilitarsi, come forze sindacali, politiche, sociali, religiose etc., per l’immediato e pieno reintegro di Gabriele nelle sue funzioni lavorative e in piena sicurezza sanitaria.

Se si è arrivati al licenziamento di un lavoratore per essersi attivato in difesa della salute dei lavoratori in generale è frutto  della deregolamentazione del mercato del lavoro portato avanti in questi anni dai governi sia di “centro-destra” sia  di “centro-sinistra”, compreso il governo attuale del trasformista e liberale e ora presidenzialista Conte, in particolare anche con l’abolizione dell’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori attuato dal jobs act di Renzi.

Dei servizi che sono pubblici, in senso lato, come la raccolta rifiuti, non possono presentare situazioni di questo genere da “padroni delle ferriere”, che fanno lavorare in condizioni igeniche ottocentesche, senza le minime libertà e agibilità sindacali, badando solo al profitto: in definitiva perchè questa è la natura del privato. Un motivo in più per  reiternalizzare nel comparto pubblico dei comuni la raccolta differenziata dei rifiuti, salvaguardando l’ occupazione dei lavoratori impiegati. Si spera che anche la vicenda sanitaria del coronavirus abbia insegnato qualcosa alle giunte comunali e ai sindaci mugellani, in buona parte di “centro-sinistra”,  in fatto d’ importanza dei servizi pubblici,

Sindaci dai quali, per inciso, così solerti in questo periodo di coronavirus nel bacchettare ogni volta che qualcuno mette un piede fuori casa (come se l’ attuale emergenza sanitaria fosse determinata dall’ irresponsabilità della popolazione e non dallo sfascio della sanità pubblica), ci attendiamo coerentemente una forte presa di posizione anche da loro per difendere chi si è attivato in difesa del diritto alla salute dei lavoratori nell’ emergenza coronavirus in un settore le cui funzioni operative dipendono dai comuni stessi, e che respingano questo infame licenziamento e per il pieno reintegro nel proprio posto di lavoro di Gabriele Sarti!