Le perplessità di Barlotti e degli altri consiglieri della lista civica “Dicomano che verrà”

Da qualche settimana tiene banco la discussione su un progetto eolico industriale che potrebbe essere realizzato da un soggetto privato (AGSM) nel tratto di crinale compreso tra Villore e Corella: otto impianti (sette nel Comune di Vicchio e uno in quello di Dicomano) alti oltre 120 metri e larghi altrettanto, come otto palazzi di 30 o più piani con annesse opere di sbancamento e di nuova viabilità. Importante, almeno in questa fase, appare l’appoggio dei sindaci dei due comuni interessati, che sembrano darsi un gran daffare nello spiegare l’importanza di tale opera, nonostante l’evidente impatto paesaggistico. Il nodo da sciogliere è questo: il progetto, ancora per certi aspetti sconosciuto visto che non esiste il “definitivo”, risponde a una necessità ambientale che non può e non deve essere ignorata o è invece solo una considerevole proposta economica di tipo industriale?

Il gruppo consiliare DicomanoCheVerrà, con Barlotti, Ticci e Lanzini, esprime forte preoccupazione. Pur dichiarandosi “favorevoli allo sviluppo e all’utilizzo delle energie alternative”, i tre ritengono “che non si possa prescindere da un’attenta analisi dei contesti ambientali più adatti al loro inserimento, al fine di valutare la reale utilità e fattibilità di progetti di questo tipo”, perplessi dai dettagli tecnici: “gli impianti misurano oltre 120 metri di altezza, le pale dovrebbero misurare 60 metri cadauna e l’altezza massima della torre potrebbe raggiungere i 180 metri se si aggiungono ai 120 m altri 60 metri delle pale, insomma 8 grandi ventilatori almeno della stessa altezza del grattacielo Pirelli”.

La capogruppo Laura Barlotti parte da un ragionamento politico e denuncia lo sbilanciamento del Comune di Dicomano a favore dell’azienda che propone il progetto: “Non ci è sembrato che in questi ultimi anni l’attuale amministrazione di Dicomano abbia mai posto all’attenzione del Consiglio Comunale e dei cittadini, anche solo a livello di dibattito e confronto, il tema delle energie rinnovabili. Non ci è pertanto chiaro quale sia l’intento dell’Amministrazione di Dicomano su questo tema al di là di generiche affermazioni. Si ha invece l’impressione in queste settimane, di un particolare attivismo acritico nei confronti del progetto dell’eolico proposto da un’azienda privata, senza farsi direttamente portatori come Comune di autonome verifiche e approfondimenti. Quello a cui, infatti, stiamo assistendo ci sembra solo una forte sponsorizzazione del progetto del parco Corella Villore e dell’azienda proponente. L’Amministrazione non dovrebbe specie in questa fase porsi nel modo più neutro possibile, ragionando dei pro e dei contro, a tutela del territorio e dei cittadini?” Poi Barlotti parla di “un territorio fragile da un punto di vista idrogeologico che dovrebbe essere tutelato da un punto di vista ambientale e paesaggistico anche per la sua vocazione turistica” a fronte di un progetto che avrà “un impatto fortissimo, anche sulle vie di comunicazione di Dicomano: “Avremo trasporti eccezionali da Corella verso l’Appennino su una strada di fatto appositamente costruita che sbancherà la montagna per circa dieci km e per una larghezza, secondo quanto dice la ditta, di 4 metri. Ma considerando curve e pendenze, la lunghezza dei camion (35 metri?) e la lunghezza delle pale (60 m) come possono essere sufficienti 4 metri? Una volta poi giunte a destinazione, le pale, posizionate sulle loro torri saranno alzate su delle fondazioni di cemento armato (si parla di 1.200 m cubi di cemento), impiantate in piazzali appositamente costruiti e grandi più di un campo di calcio. Ci sembra che tutto questo sia chiedere davvero troppo alla montagna del nostro Appennino”.

DicomanoCheVerrà mette in dubbio anche la fondatezza del paragone che le Amministrazioni Comunali stanno facendo con un impianto eolico già esistente nel veronese, per l’esattezza a Rivoli, dove, a spese di AGSM, i sindaci hanno portato in bus i cittadini interessati al confronto: “L’impianto di Rivoli che le Amministrazioni di Vicchio e Dicomano a più riprese hanno fatto visitare è stato realizzato in condizioni ambientali diverse. Non solo ma risulta che le pale del progetto Corella/Villore saranno più grandi di quelle di Rivoli e più numerose. Il nostro territorio è boscoso e non una pianura e infine il nostro crinale arriva a superare i 1000 metri mentre le colline di Rivoli arrivano a 200 metri. Cosa pensare? Che le gite sono forse servite più a ingannare le menti piuttosto che a informare e chiarire le idee?  Vogliamo escludere che l’Amministrazione si accontenti di avere qualche piatto di lenticchie in cambio: qualche strada risistemata qua e là a fronte di quello che a tutti gli effetti sembra essere un insediamento eolico industriale. Non ci risulta poi che a oggi ci siano mai stati almeno in Toscana vantaggi per le tasche dei cittadini. Quanto vale quindi il nostro territorio a fronte degli ingenti guadagni che andranno nelle tasche della società AGSM?”. (Massimo Rossi)