Il furgone di Gino Sannino era anche questo giovedì al mercato di Vicchio. Continua così la protesta contro la “malagiustizia”. Da quasi trent’anni Gino e sua moglie si sono trovati invischiati da quasi trent’anni tra giudici e tribunali dopo che il loro laghetto di pesca sportiva lungo la strada per Barbiana gli era stato sottratto con un mucchio di cambiali mai pagate. Nonostante sentenze che hanno riconosciuto la truffa non sono mai riusciti a riavere la loro proprietà. Queste vicissitudini hanno trasformato Gino in un testimone di “malagiustizia”a fianco di molti altri che hanno subito torti e angherie dai giudici e contro una magistratura che non riesce a espellere corruzione e malaffare dal suo interno.