Mercoledì prossimo, 10 luglio, si terrà a Vicchio la commemorazione dell’eccidio nazifascista di Padulivo, in occasione della sua 75° ricorrenza.

Era tra il 9 e il 10 luglio 1944 quando un reparto identificato come appartenente al Reggimento Paracadutisti si stabilisce nella zona tra Ponte Vicchio e Villa Vespignano. Fin dal secondo giorno di permanenza i soldati si aggirano nella zona alla ricerca di cibo e di un cavallo. Alcuni contadini reclamano preventivamente un intervento protettivo dei partigiani, i quali decidono di attaccare i soldati tedeschi. L’agguato si conclude con un morto e un ferito nelle file tedesche e con la ritirata dei resistenti verso le alture circostanti. La rappresaglia inizia subito: i tedeschi rastrellano gli abitanti della zona e li fanno marciare verso Ponte Vicchio, obbligandoli a trasportare un loro ferito. Lungo la strada, all’altezza di Ponte di Talla, prelevano dal gruppo dei civili rastrellati due ostaggi e li uccidono ai piedi della salma di un loro commilitone. Dopo meno di un chilometro i tedeschi allestiscono una nuova esecuzione sul margine della strada fucilando una decina di ostaggi. Uno soltanto si salva scappando nel bosco. Giunti a Ponte Vicchio i 43 ostaggi, fra cui sei donne e tre bambini, vengono trattenuti in due stanze. La scelta della rappresaglia sembra ricadere su due figure, l’intransigente capitano Luley, e il più moderato comandante di piazza Steimer, che intercede per la liberazione del figlio del podestà. Il giorno successivo i soldati rilasciano i più anziani e prelevano alcuni uomini fra gli ostaggi; questi vengono condotti verso Padulivo, nel luogo dove, il giorno precedente, era stato rinvenuto il cadavere di un tedesco. Soltanto uno di loro viene risparmiato grazie all’intervento del soldato interprete, mentre gli altri vengono fucilati da un plotone di una ventina di uomini, e finiti dal colpo di grazia dello stesso capitano Luley. Secondo la testimonianza della maestra Kenda Zora, ai parenti delle vittime non fu permesso di seppellirle prima di tre giorni.

Mercoledì prossimo, durante la commemorazione, sul luogo verrà apposta una targa in ricordo delle vittime.

Saranno presenti il Dr. Giuseppe Matulli, Presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea; il dr. Giovanni Baldini del Coordinamento A.N.P.I. della Toscana; il parroco di Vicchio Don Stefano Pieralli.

Programma della giornata:

– ore 8.00 – Benedizione della targa alla presenza del Parroco Don Stefano Pieralli

– ore 18.30 – Visita a Barbiana nei luoghi di Don Lorenzo Milani

– ore 20.00 – Cena presso il Circolo Arci di Vicchio.