Tutto esaurito ieri, 28 gennaio, al Teatro Giotto di Vicchio,  dove è andato in scena Simone Cristicchi con “Manuale di volo per un uomo”.

Cristicchi, strepitoso con quel fare trasognato, a tratti infantile, ha regalato al pubblico emozioni forti al limite della commozione.
Quelli come lui, i “Da soli”. Sono persone speciali.

Per molti Raffaello, il personaggio interpretato da Cristicchi, è un “ritardato” da compatire, per alcuni un genio. Sicuramente è un tipo strano, che ama dipingere un mondo tutto suo, contare le lettere che formano le parole delle frasi, camminare lentissimo seguendo una sua indecifrabile traiettoria.

In realtà, Raffaello è un “Super-Sensibile”, e in quanto eroe possiede dei poteri speciali: la sua mente fotografica è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i particolari, i dettagli che sfuggono agli altri esseri umani; cose minuscole e apparentemente insignificanti che nascondono però un’infinita bellezza, forse perché “niente è più grande delle piccole cose! Il pezzo dedicato ai “Pisciacane” è di una bellezza poetica.

In un racconto tenero nella sua brutalità Cristicchi trasporta lo spettatore nell’ orfanotrofio, nella sua piccola casa-cantina dove non manca niente neppure i topi, insieme a Yelena uccisa in una discarica con un crescendo emozionale che coinvolge tutti, poi dopo essere uscito dal personaggio ed essere tornato Simone, canta “Abbi cura di me” e racconta alcuni passi della sua vita che sono identici a quelli di             Raffaello.

 

Ognuno dei personaggi gli ha insegnato qualcosa per imparare a volare perchè, forse, volare significa proprio non sentirsi soli, avere il coraggio di buttarsi nella vita, mantenendo intatto il bambino dentro di noi. (M. Miniati)