Eolico Villore 

Inchiesta pubblica. Lungo dibattito tra i pro e i contro

Terzo appuntamento dell’inchiesta pubblica sul progetto eolico al giogo di Villore il quale si è svolto ancora da remoto, ma le sale nei comuni di Dicomano e Vicchio sono rimaste deserte del pubblico, non collegato, per le quali erano state allestite.

La formula a distanza e la non frequente occasione di scambio obbligatoriamente pacato grazie alla distanza provocata dalla telematica, ha attratto interventi da varie parti d’Italia dove si studia o dove si è installato l’eolico. Questo ha creato una situazione per la quale la maggioranza degli interventi sia, infine, apparsa a favore dell’impianto di Villore.

Dopo sedute dedicate alla descrizione, nei particolari, del progetto eolico, si è passati ai cittadini con le loro istanze e opinioni.

Decine di interventi dai toni più vari e dalle posizioni più variegate.

Quattro ore di dibattito, con quasi cento partecipanti, che non sarà possibile descrivere nei dettagli.

Non ci si è annoiati. Si è passati da interventi quasi mistico storico filosofici sulla sacralità del Giogo di Villore, fino alle pragmatiche esortazioni ai cittadini di Villore e Corella a chiedere molti più vantaggi a AGSM, per esempio, in materia di gratuità a lunghissimo termine per gli allacci di elettricità dei residenti del posto dove l’impianto andrà a impattare.

Nel suo intervento, un docente di chimica fisica all’università di Firenze lancia un appello a far presto a ridurre l’importazione di energia dall’estero che ammonta all’80% con costi enormi per gli italiani tutti che, sommati alla catastrofica pandemia, portano a una crisi pesantissima. La percentuale deve diminuire.

La richiesta di interventi dei cittadini è elevata e già qualcuno ha accusato certi interventi di essere stati pilotati per prendere tempo ai residenti locali e potrebbe anche essere convocata una sessione supplementare per accogliere altri interventi. La Presidente Pizzanelli si è resa conto di dover ampliare lo spazio di confronto.

Due ex-sindaci e una cittadina del bolognese e altri dal nord del paese, che hanno approvato e installato o convivono con impianti eolici sono intervenuti a favore di AGSM che viene descritta come molto efficace non solo nella progettazione e installazione ma anche nella cura e manutenzione di tutte le aree interessate dalle installazioni eoliche già funzionanti e realizzate persino in accordo con i comitati dei cittadini, i quali poi, una volta realizzato l’impianto, hanno accettato la presenza delle pale e gradito come il costruttore ha arredato l’area con piste e parchi e si occupa di mantenere il tutto.

I vari interventi in positivo hanno generato qualche dubbio espresso da parte dei contrari su come si siano iscritti a parlare tanti abitanti del nord Italia che non sarebbero certo arrivati nel Mugello se l’inchiesta pubblica fosse stata in presenza.

Oggettivamente lo schieramento a favore dell’eolico che si è venuto a creare quando era ormai notte fatta, ha motivato la posizione positiva, chiarendo pesantemente come la crisi climatica sia gravissima e necessiti di interventi urgenti.

Ma il punto di vista dei contrari nega che l’eolico a Villore sia proponibile per molti motivi già in parte noti, anche perché non si considera affidabile il vento che cala di notte come l’energia solare per il fotovoltaico, per fare un esempio non secondario.

Dalla parte contraria sono state anche espresse forti preoccupazioni sulla qualità delle prove effettuate nel terreno profondo delle piazzole previste dal progetto AGSM, progetto che è pubblico, e, ricordiamo, prevede otto generatori alti 168 metri ciascuno, come otto palazzi di oltre 50 piani ciascuno.

Secondo Marco Bastogi, geologo e esponente del CAI, il terreno scelto è a forte rischio frane. Bastogi giudica le analisi presenti nel progetto del tutto insufficienti e espone dettagliate documentazioni. Una delle pale sarebbe prevista addirittura su una frana già registrata da tempo nei registri ufficiali.

La strada da modificare e ampliare non è, secondo Bastogi, opera collaterale senza troppo peso, bensì sarebbe sviluppata sopra a formazioni geologiche variegate e con diversa consistenza e anche a forte rischio di frane in parte già in corso anche da decenni.

Rimane, per ora, ancora un segreto quanto vento sia stato rilevato sul crinale di Villore. Alcuni hanno fatto istanza alla Regione perché fossero resi noti i dati anemometrici ma si sono visti di nuovo negare la richiesta.

La motivazioni parlano di segreto industriale per potenziali concorrenti o “usi impropri”. Le analisi anemometriche sono state effettuate per tre anni e con un costo di circa centomila euro. Le metodologie AGSM sono anch’esse segretate in quanto messe a punto dall’azienda e sono esclusive.

La polemica continua…

Staremo a vedere il seguito

Claudio Gherardini